Ieri Nianhan nel gruppo dei appassionati di auto ha visto diversi appassionati che parlavano di un vecchio marchio di lusso, e ne discutevano con parecchio entusiasmo: si tratta della Volvo XC90.

Perché parlarne? Perché questo modello ha recentemente lanciato in tutto il mondo la cosiddetta "nuova versione", e si dice che anche in Cina stia per arrivare sul mercato, le auto sono già al porto.

Però, ascoltate un consiglio di Nianhan, non riponete troppe aspettative in questa "nuova versione". Anche se ufficialmente la chiamano "nuova generazione", secondo me l'entità dei cambiamenti, ehm... si può solo dire che è molto "Volvo", mettendo in risalto l'arte tramandata del "mantra della stabilità". Riuscite a sopportarlo?

Se dobbiamo dire dove hanno messo mano, allora è il frontale. Hanno cambiato con una griglia poligonale più "originale", riempita di maglie oblique, per cercare un rimando al logo della casa.

Ma sinceramente, questa forma ha un che del sapore delle BMW della porta accanto, chissà chi ha "omaggiato" chi?

Anche il contorno dei fari è stato leggermente ritoccato, con l'inserimento di luci diurne a forma di T più appariscenti, e una strana struttura di forma irregolare, per cercare di dare un po' di personalità.

Il paraurti sottostante è una griglia inferiore piatta con decorazioni verticali per le prese d'aria, il tutto impreziosito da qualche inserto cromato, sforzandosi di creare un senso di lusso, che personalmente trovo un po' forzato.

Ma! Attenzione al punto chiave! Il lato carrozzeria e il posteriore sono davvero... identici da dieci anni, come prima, non sono cambiati!

Questo linguaggio di design, dal suo esordio fino ad oggi, potrà probabilmente battersi ancora per dieci anni, sempre che Volvo stessa non si stanchi. Quella carrozzeria ampia e slanciata fa davvero sembrare l'auto grande, e i listelli cromati sono ovunque, quasi a non voler far sapere agli altri che è "di lusso". Il piccolo spoiler sul tetto non può mancare.

Oh, giusto, si dice che i fanali posteriori siano stati oscurati, ma ho sgranato gli occhi guardando le foto ufficiali per un bel po', e davvero non riesco a vedere quanto siano "neri", forse ho la vista scarsa?

Comunque, a parte questi cambiamenti "impercettibili", il resto la casa ufficiale si è degnata di menzionarlo, come detto all'inizio, il punto centrale è il "mantra della stabilità".

Entrando nell'abitacolo, i cambiamenti si notano un po' di più. Il grande schermo verticale al centro, finalmente è passato dall'incassato un po' démodé al flottante di moda ora, e la dimensione dello schermo sembra un po' più grande.

Anche la zona dei comandi rotanti e dei pulsanti sotto lo schermo è stata leggermente ritoccata, diciamo ottimizzata.

Però c'è ancora la leva del cambio elettronico in cristallo scintillante, la forma del volante non è cambiata granché, forse i materiali delle placche della console centrale sono stati cambiati? Ma la sensazione complessiva è sempre la solita ricetta.

Quanto alla motorizzazione, è rimasta tale e quale. Sempre quel motore 2.0T, in due versioni di potenza, rispettivamente 250 e 299 cavalli, abbinato al cambio 8AT, più un sistema mild hybrid a 48V in supporto.

Naturalmente, per chi cerca l'ecologia (o la targa?), c'è anche la versione plug-in hybrid, sempre con motore 2.0T abbinato a un motore elettrico.

I parametri? Identici alla vecchia versione, nemmeno un numero è cambiato! La trazione integrale non mancherà. Con questo powertrain, nel 2025 di oggi, di fronte ai nuovi concorrenti che sfoggiano quattro o cinquecento cavalli, se la XC90 potrà ancora battersi, potremo solo aspettare che il mercato dia la risposta.

Seriamente parlando, questa "nuova versione" della Volvo XC90 è più che altro un piccolo restyling annuale, ritocchi, ottimizzazione di dettagli, un frontale nuovo per far sapere a tutti che è la nuova versione, e basta.

Se qualche appassionato è un vecchio proprietario, immagino che vedendola sorriderà con complicità; se invece pensate di acquistarne una, forse dovreste rifletterci ancora un po'. Perché questa mossa di Volvo ha davvero inciso le due parole "conservatore" nell'osso, in fondo è sempre "stabilità".